La tradizione sarda in cucina

Il pane fratau (scritto con una “t” e non frattau) è un piatto povero della tradizione sarda le cui origini sono legate alla regione storica della Barbagia e ai suoi pastori. L’ingrediente principale di questa ricetta è il pane carasau (in alternativa il pane pistoccu o la spianata), un sottilissimo disco croccante realizzato con un impasto di semola di grano duro e acqua, poi tostato al forno.  Un alimento che, insieme al pecorino, non poteva mancare dalla sacca di quei pastori che, durante le uscite col bestiame, spesso si trovavano a passare giorni interi senza rientrare a casa. E mai come in quest’occasione il detto “bisogna far di necessità virtù” risulta azzeccato. Bagnando il pane carasau con un po’ di acqua e aggiungendo qualche scaglia di pecorino, i pastori hanno dato vita alla saporitissima pietanza del pane fratau. L’aggiunta del pomodoro e dell’uovo avvenne in un secondo momento, cosi da rendere il piatto ancora più ricco e prelibato. E perché al termine di una cena tipica non servire le tradizionali seadas?

Una leggenda ci racconta che questa ricetta venne preparata per il re Umberto I di Savoia in visita in Sardegna e che, a quanto si narra, gradì particolarmente. Due giovani cuoce alle prime armi, emozionate per l’arrivo del monarca, cercarono di dar vita ad un piatto originale arrangiandosi con quello che avevano in cucina. Decisero di utilizzare un po’ del pane carasau che avevo in dispensa, insieme alla conserva di pomodoro appena fatta, un uovo fresco delle loro galline, una cipolla e del pecorino. In fretta e furia composero un piatto molto simile ad una parmigiana, formata da tre strati di carasau intervallati dal soffritto di pomodoro e cipolla, il pecorino grattugiato e, per finire, l’uovo all’occhio di bue (oggi cotto in camicia) posto sull’ultimo strato per dare un tocco di regalità al piatto.

INGREDIENTI

  • Pane carasau qb (pistoccu o spianata in alternativa)
  • Passata di pomodoro 500 ml
  • Pecorino semi stagionato qb
  • Brodo vegetale o di carne qb
  • Uova qb
  • Cipolla qb
  • 2/3 cucchiai di olio
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco
  • Sale qb
  • Un pizzico di zucchero
  • Erbe aromatiche (se si vuole insaporire il piatto)

PREPARAZIONE DEL PANE FRATAU

  • Disponete un primo di strato di pane carasau su un piatto.

  • Intanto fate soffriggere olio e cipolla. Non appena la cipolla sarà dorata, aggiungete la passata di pomodoro. Cuocete a fuoco basso per 20 minuti ricordandovi di girare di tanto intanto e di aggiungere un pizzico di zucchero per contrastare l’acidità del pomodoro. Aggiustate di sale se necessario.

  • Procuratevi un tegame capiente dove far bollire dell’acqua a fuoco moderato, insieme ad a un cucchiaio di aceto e un pizzico di sale. Quando l’acqua incomincerà a bollire abbassate la fiamma e con una frusta mescolate sempre nello stesso verso creando un vortice. Rompete un uovo alla volta in una piccola ciotola e, delicatamente, versatelo al centro del vortice. Lasciate cuocere l’uovo per 2 minuti. Scolatelo con l’aiuto di una schiumarola e ponetelo sul un piatto con della carta assorbente. Ecco pronto l’uovo cotto in camicia.

  • Prendete il brodo vegetale o di carne (caldo) e con un cucchiaio andate a bagnare (non troppo) il primo foglio di pane carasau. Incominciate a comporre il primo strato aggiungendo la passata e il pecorino grattugiato. Preparato il primo strato andate a comporre il secondo e continuate allo stesso modo fino al numero di strati desiderato (si consigliano 3 strati)
  • Terminati gli strati, per completare, prendete l’uovo cotto in camicia e ponetelo delicatamente al centro del piatto decorate con del pecorino.

La diretta Instagram sul canale @costaparadisosardegna_sit dov’è stato spiegato questo piatto è stata organizzata da Francesco dell’agenzia SIT Servizi Immobiliari Turistici di Costa Paradiso con il supporto di  Turismo Rurale Lu Salconi @lusalconi.

Ospite d’eccezione Federica @sardinaincucina. Cuoca amante dalle cose semplici e della sua terra, che con passione si diletta a scrivere sul suo blog Sardina in Cucina e a portare la cucina tradizionale sarda in giro per l’Italia, ma non solo.

#restiamoacasa