Il mirto: acqua angelica

Il sostantivo mirto deriva dalla parola greca myron che significa “profumo”. È una tipica pianta della macchia mediterranea dalla forma cespugliosa con piccoli fiori bianchi e bacche nere, simili al mirtillo, che maturano fra novembre e gennaio.

In Sardegna questa pianta è diffusissima e dalle sue bacche viene prodotto il famoso Mirto di Sardegna, diventato prodotto Tradizionale con decreto legge nel 1998.

Le sue proprietà sono conosciute da tempi antichissimi e di questa pianta se ne legge in numerosi racconti. Una leggenda narra che Myrsine, giovane ragazza dalle grandissime doti atletiche, venne trasformata in pianta di mirto dalla dea greca Pallade per aver superato un giovane ragazzo durante una gara atletica. Da qui la tradizione Greca di utilizzare il mirto per incoronare i vincitori delle prime gare Olimpiche.

Nell’isola questo arbusto ha diverse denominazione dialettali.  Nella zona del sassarese prende il nome di multa, mentre nel cagliaritano e nel nuorese viene chiamato murta o muta.

È una pianta davvero eccezionale e Costa Paradiso ne è circondata. Lungo i sentieri o le caratteristiche strade di campagna ci si può imbattere in questa incredibile pianta.

Il mirto è anche simbolo di purezza, di bellezza e spesso viene legato al nome di Venere, dea dell’amore.

In molte feste locali con i rami viene preparato il letto su cui viene adagiato il famoso porcetto arrosto per poi essere trasportato su tipici vassoi in sughero. Dalla macerazione delle sue bacche, invece, deriva il tipico liquore di Sardegna (nel medioevo era chiamato “acqua degli angeli”). 

Una curiosità: secondo huffpost il liquore di mirto è uno tra i 20 migliori drink al mondo!

Allora perché non provare a farlo? Qui puoi leggere la sua preparazione. E se sei un vero amante dei prodotti sardi, il prossimo anno prendi parte a Mirtò,  l’evento che riunisce tutte le migliori eccellenze della Sardegna.